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Corpi Celesti
di Maximilian
Immagina
che gli stendardi del piacere
siano i tuoi orecchini di corallo,
e che le tue tenebre
siano le perle smaltate sul tuo collo.
Strapperò goffamente questi gioielli
solo per poterti spogliare meglio
dagli eterni veli grigi
che trascini
sin dentro il timido seno.
Non curarti delle paure che scorgo,
sono involontario,
come quando sotto di te mi asciugo
e mi ritiro dai traffici delle strade.
Non pensare agli sbagli del tuo corpo,
la natura è bastarda,
e sa sempre come leccare animalità.
Non temere gli spazi aperti poichè
persino le galassie ben reciterebbero
la loro parte di lenzuola,
pur di dipingerti liberata
sulle vele del mio paradiso.
Se saprai vestirti d'esitazione,
eviterò di porgere altri costumi.
Anche se confido che le pause
ci rendono sin troppo umani
per la meraviglia che stiamo ricamando,
incappati come siamo,
nel più bel cruccio dell'innocenza,
dove gli astri
rinascono e si sciolgono
negli echi dei nostri fiati,
solamente per morire un giorno
sul ricordo di queste piccole catastrofi.
Figurati che stanotte,
l'universo,
l'abbiamo creato noi.

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