ECCO L'EMPORIO DEI SENSI !
di Fatimah
 
The Joy that isn't shared, I've heard,
dies young.

Benvenuti ! all'Emporio dei
Sensi, dove il Granchio mi addenta lo
sterno e il dolore
ingrossa.
Così son muta.
Non esce
nulla. Freni in
avaria, motore in
panne. Cartoline da
Oltremondo.
Uno specchio è stato
spezzato poiché nessuno me ne estragga il
brandello superstite, l'
avulso… resta
conficcato da qualche parte, in qualche
tenera
mucosa il bastardo. Questo è il suo nome: "Borderline" !
Dicono così. È l'Avvento del Cuore Nero, incoffato nell'
aorta. Smettiamo perfino di
fumare, il Venerdì
Santo di questo mondo monastero
maldestro. Si chiede: «Prego ! Prego ! Prego !» con i palmi al
Cielo quando non c'è nessuna festa. Niente
biondo
foglia. Niente Karaganda,
Machu Picchu Dior e vendite all'
ingrosso. C'è chi pattina su
circonvoluzioni paradisiache: sfoggia, spoglie, le sue
sinapsi……….
Le macchine parcheggiate la notte sono
vuote. Niente coppiette che si
stricano
dentro: serve
stomaco qui, serve
stomaco: -a-co.
Non sono più di una banconota fuori
corso - la monetina da 100 lire che rigurgita in
soffitta…
È Fuoco su una giornata
troglodita, appoggiata ad uno sciocco flambé. Edita
malvolentieri: coglionate... Succube,
rosicchiato perfino il nichilismo qui. Non piange
più ! Nemmeno di rabbia…… coperti
di sale, la solita storia: Cartagine.
Sotto, non
dorme: nausea da tubo di scappamento, inquinata. È battuta,
battuta, battuta.
Qui vomitiamo macine. Perni d'
acciaio. Salutiamo l'incunabolo
delle ultimissime nel giornale della sera, è volpe -
- smaccatamente: non si vive sulle proprie
tracce.

10/04/2006

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