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Serena
Marforico Moderatore


Città: Caltanissetta
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Inserito il - 13 gennaio 2006 : 11:46:05
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«CARA DEMOCRAZIA...», FIRMATO FOSSATI ESORTAZIONE CIVILE A TEMPO DI ROCK
La chitarra elettrica è pulita ma cattiva, perentoria, e taglia il ritmo. Niente pietà. Incazzatura piuttosto, anche se levigata come una superficie bianca. Niente ritornello, le parole corrono, le immagini corrono. Questo è il nuovo Ivano Fossati. Per ora c’è solo un singolo, per l’album (L’arcangelo), dovete aspettare il 3 febbraio. Il titolo del singolo non è proprio da scalata alle classifiche: Cara democrazia. Nel segno del rock-pop all’italiana, botte da orbi per tutti. Qualcuno pensava: contro Berlusconi. Lui dice di no, ma certo odora di musica pre-elettorale. Perché Fossati, a 14 anni dalla Canzone popolare che fu l’inno dell’Ulivo, non è contento: chiede alla democrazia «di tornare a casa», e tuona contro le «democrazie pubblicitarie», se la prende con i «devotissimi della chiesa», i «fedelissimi del pallone», i «nullapensanti della televisione», le «casalinghe sempre d'accordo», con tristezza dice «la classe operaia nemmeno me la ricordo». E poi, basta con le «democrazie allo stadio» e quelle «quotate in borsa». Sono «giorni duri», dice Ivano, «sono giorni bugiardi». Questo è il singolo. «Un’esortazione civile», dice il Fossati, che vorrebbe Beppe Grillo «for president». «Stiamo andando verso una democrazia del mercato che è pericolosa come un totalitarismo», aggiunge. Ok, un po’ di sano rock’n’roll. Va bene così. E chi potrebbe non essere d’accordo? È che Ivano ci sembra un po’ come Mosé: uno con il cipiglio severo di chi tiene sempre sottobraccio i dieci comandamenti...Roberto Brunelli
Roberto Brunelli - L'UNITA' - 13/01/06
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"come ti chiami?" "Serena" "eh eh si, vabbé, ma sul forum come ti chiami?" (citazione illustre)
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"Serena, ma nella vita reale come ti chiami?" (altra citazione illustre)
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Serena
Marforico Moderatore


Città: Caltanissetta
942 Messaggi |
Inserito il - 13 gennaio 2006 : 11:47:29
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Le News 13 gennaio 2006 L’arcangelo Fossati «Cara democrazia, ma dove sei finita? Per Grillo premier scriverei un’opera» di Marinella Venegoni
MILANO. Il testo è, a dir poco, affilato. Dopo aver speso qualche anno accarezzandoci con intense canzoni d'amore, per scrollarsi di dosso la «Canzone popolare» e il conseguente, imbarazzante abbraccio dei partiti che lo corteggiavano, Ivano Fossati torna agli argomenti di impegno civile che da sempre lo intrigano in «Cara Democrazia (ritorna a casa che non è tardi)», un rock alquanto rabbioso anche nell'interpretazione, e critico a tutto campo. Lo si potrà ascoltar da oggi nelle radio, come anticipo del nuovo album in uscita il 3 febbraio, intitolato «L'Arcangelo». L'ultimo disco era stato, tre anni fa, «Lampo Viaggiatore».
Si preannuncia una stagione di campagna elettorale anche musicale, visto che entro la fine del prossimo mese dovrebbe uscire pure il nuovo album di Francesco De Gregori, a un solo anno dal poetico, sconsolato e assai politico «Pezzi»; ed è come se i due tradizionali aedi della canzone d'autore non volessero far mancare le loro riflessioni agli italiani smarriti dal plot dello spettacolo quotidiano offerto dalla politica e dall'economia.
Ma Fossati mette le mani avanti. Nell'immancabile anticipazione al periodico «Vanity Fair», spiega: "Cara democrazia" è un'esortazione civile, ma non ha niente a che fare con la politica». In realtà , il brano suona come lo sfogo di un cittadino smarrito di fronte a un'orgia di segnali di basso profilo che gli arrivano da ogni parte: «Con santa pazienza ho dovuto aspettare.../ Cara Democrazia/.. così mi sento tradito o sono stato ingannato/mi sento come partito/e non ancora approdato... sento un vuoto al mio fianco e nessuna certezza messa nero su bianco», è l'esordio a dir poco diretto. Il testo parla poi di arroganza e leggerezza del nostro sistema; con una felice espressione descrive la democrazia come «gemma imperfetta, equazione sbagliata, non scritta e mai corretta». Alcune parti rimandano in qualche modo al disperato elenco di «Pezzi» di De Gregori; Fossati canta infatti di «democrazie pubblicitarie, democrazie allo stadio, democrazie quotate in borsa, fantademocrazie»; e non è difficile leggervi la metafora della nostra quotidiana società .
«Stiamo andando verso una democrazia di mercato che è pericolosa come un totalitarismo - spiega Fossati nell'intervista -. La democrazia di mercato è quel tipo di sistema in cui, per esempio, se hai 70-80 anni e poco denaro, nessuno si prende cura di te». «Succede in tutto l'Occidente, ma in Italia la democrazia ha subito duri colpi anche in passato» aggiunge, e per spiegarsi meglio fa l'elenco delle stragi rimaste senza colpevoli: «È quello che succede ogni volta che c'è un Italicus, un'Ustica, una strage come quella di Piazza Fontana, che non viene chiarita nemmeno più di trent'anni dopo. Così ci si abitua al fatto che la verità non verrà mai definita, o, se succede, i tempi sono così lunghi che di quella verità , alla fine, non importa più a nessuno».
Un'attenzione piena di rispetto viene riservata da Fossati a un altro celebre genovese dei nostri giorni, Grillo. «Ci conosciamo, lo stimo, gli voglio bene. Mi piacerebbe esser governato da uno come lui», dice. L'intervistatore gli chiede: nel caso, scriverebbe l'inno del suo partito? E lui, pronto: «Anche un'opera».
Violando per una volta l'abituale riserbo, accetta anche di descriversi: «Nella vita s'impara tutto: a suonare il pianoforte, a cantare meglio, a stare insieme con gli altri, e a essere costanti negli affetti. Ci sono certi già bravi a vent'anni, meglio per loro. Io sono contento di aver imparato strada facendo. Ho sbagliato, inciampato, sono tornato indietro, ho detto cose che non avrei mai voluto dire. È stata una lunga lezione e il risultato è che provo molto più affetto per la persona che sono oggi».
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"come ti chiami?" "Serena" "eh eh si, vabbé, ma sul forum come ti chiami?" (citazione illustre)
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"Serena, ma nella vita reale come ti chiami?" (altra citazione illustre) |
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sostieneoz
Marforico Moderatore
  

Regione: Estero
Città: pachino
3302 Messaggi |
Inserito il - 13 gennaio 2006 : 17:27:08
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ho letto per intero il testo del singolo. più che a i "pezzi" di de gregori, mi sembra un'incazzatura all' "Addio" di Guccini, con echi politici, scusate se lo scomodo, dall'ultimo Gaber. in attesa di ascoltarla.e in attesa del 3 febbraio. certo come inizio non mi sembra quello che molti si aspettavano (il ritmo leggero di "Lampo viaggiatore"). se dobbiamo trovare un parallelo nello stesso Fossati, più che di "la canzone popolare" al rovescio, sembra un "Io sono un uomo libero", riveduto e corretto.
-------------------- La ragazza lo sa come non farmi dormire... I.Fossati
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Serena
Marforico Moderatore


Città: Caltanissetta
942 Messaggi |
Inserito il - 18 gennaio 2006 : 15:31:26
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ma lo sai che a molti ricorda " io sono un uoom libero"? altri tirano in ballo "la mia banda suona il rock"... che razza di macedonia!
io non ho ancora sentito il singolo, ho letto il testo e non mi convince affatto.
però questa articolo è esilarante
da La Padania
I DS SI APPROPRIANO DELL'ULTIMO FOSSATI PER FARNE UN INNO ELETTORALE La democrazia in canzonetta di Simone Stimolo
Il sospetto viene anche al giornalista dell'Unità: «Ma non sarà che ancora una volta si chiede agli artisti, ai cantanti, ai cantautori, di sobbarcarsi un compito che dovrebbe esser della politica?». Ma è solo un attimo. Poi si deve cedere di fronte a un auspicio pesante come un monolite.
«Mi auguro che milioni di italiani cantino questo brano ai primi di aprile, in vista delle urne elettorali». Giuseppe Giulietti, ds, dixit. La canzone e il cantautore in questione sono Cara democrazia e Ivano Fossati. Di Fossati il colore politico non è un mistero, tuttavia ce l'ha scritto nel dna (e un po' se lo va a cercare, diciamo la verità...) che le sue canzoni debbano diventare un inno da cantare tutti in coro sotto gli ulivi. Era già successo con Canzone popolare, che lo stesso cantautore più volte dichiarò di non aver mai pensato come manifesto sonoro di propaganda, ma divenuta poi strumento di chiamata (alle urne) più fragorosa di un richiamo del muezzin. Ora i ds hanno messo il loro timbro a frasi come "Cara, cara democrazia/Sono stato al tuo gioco/Anche quando il gioco/Si era fatto pesante/Così mi sento tradito/O sono stato ingannato". D'altra parte, si sono detti Giulietti e un altro fervente corista come Nando Dalla Chiesa, il
bersaglio - magari non l'unico, ma certo il principale - è chiaro e si... ...chiama governo. Sennò perché parlare di "fantademocrazie/libertà autoritarie" o lamentare "Ahi che pessime orchestre/che brutta musica che sento" in un paese di "fedelissimi del pallone/Nullapensanti/della televisione". L'interpretazione è ovvia e univoca. Cosa poi volesse davvero dire Fossati è problema che nessuno si pone. Magari anche lui è contento di questa usucapione politica, visto che apre profetizzando "Con santa pazienza/ho dovuto aspettare", mirando un sol... dell'avvenire. Se così fosse, sbaglierebbe. Perché la libertà di dire e cantare quello che si pensa (anche contro l'attuale governo) trova lacci e lacciuoli insopportabili nelle etichette, negli assorbimenti partitici, negli inglobamenti politici. Insomma, si è molto meno liberi con un marchio addosso. Caro Fossati, per dirla con parole tue, ritorna a casa che non è tardi.
La Padania, 15/01/2006
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"come ti chiami?" "Serena" "eh eh si, vabbé, ma sul forum come ti chiami?" (citazione illustre)
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"Serena, ma nella vita reale come ti chiami?" (altra citazione illustre) |
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